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Van Cleef & Arpels, vent’anni di Complications Poétiques e l’arte di dare vita al tempo

Un bacio che dura tre minuti, dodici fiori che sbocciano per indicare le ore e una Luna che cambia volto seguendo il ritmo del cielo. A Villa Mozart, Rainer Bernard, Direttore Ricerca e Sviluppo della Divisione Orologi di Van Cleef & Arpels, ha raccontato i segreti delle Complications Poétiques, la collezione che dal 2006 trasforma l’Alta Orologeria in una straordinaria forma di espressione artistica.

Un uomo e una donna percorrono lentamente un ponte parigino. Lei porta un ombrello, lui nasconde una rosa dietro la schiena. Si avvicinano seguendo due traiettorie differenti, fino a incontrarsi al centro del quadrante, dove finalmente si baciano. La scena dura pochi istanti, eppure dietro quel gesto si nasconde un universo di ingranaggi, calcoli e soluzioni meccaniche sviluppate affinché due minuscole figure possano vivere una storia d’amore all’interno di un orologio.

È una delle immagini più emblematiche delle Complications Poétiques di Van Cleef & Arpels, che nel 2026 celebrano vent’anni di una concezione dell’Alta Orologeria capace di attribuire al tempo un significato diverso da quello suggerito dalle lancette. Perché, se normalmente un orologio serve a sapere che ore sono, nelle creazioni della Maison parigina quella stessa informazione può essere affidata a una coppia di innamorati, a un giardino che fiorisce oppure al movimento degli astri.

A Milano, negli ambienti di Villa Mozart, questo universo ha preso forma attraverso un incontro con Rainer Bernard, Direttore Ricerca e Sviluppo della Divisione Orologi di Van Cleef & Arpels, che ha ripercorso le intuizioni e le sfide tecniche alla base di alcune delle creazioni più affascinanti della collezione. Un’occasione particolarmente preziosa per osservare da vicino quattro segnatempo e comprenderne il funzionamento attraverso le parole di chi contribuisce a trasformare le idee dei designer in movimenti meccanici. Dal racconto di Bernard è emerso soprattutto un principio, apparentemente semplice, che guida ogni progetto: il meccanismo deve lasciare spazio alla scena, pur essendo proprio ciò che le permette di esistere. Una scelta che richiede agli orologiai di affrontare difficoltà spesso invisibili a chi osserva il quadrante, ma che rappresenta una delle espressioni più riconoscibili del savoir-faire della Maison.

Il Temps Poétique, quando l’orologeria incontra l’immaginazione

Per comprendere l’origine delle Complications Poétiques bisogna tornare al 2006, anno in cui Van Cleef & Arpels presenta una collezione destinata a dare piena espressione alla propria visione del Temps Poétique. L’idea affonda le radici nella storia della Maison, fondata a Parigi nel 1906, e in un repertorio creativo che da oltre un secolo trova ispirazione nell’amore, nella natura, nella danza, nelle figure femminili e nello spettacolo del cielo.

L’esordio avviene con il Lady Arpels Centenaire, realizzato proprio per celebrare il centenario della Maison. Il suo quadrante racconta il passaggio delle stagioni attraverso un disco decorato che compie una rotazione completa nell’arco di 365 giorni, rendendo visibile un cambiamento tanto lento da risultare quasi impercettibile. Un’intuizione che contiene già l’essenza della collezione: interpretare il trascorrere del tempo attraverso ciò che accade nel mondo, anziché limitarne la rappresentazione a una successione di numeri.

Nei vent’anni successivi, questa filosofia ha dato origine a creazioni sempre più elaborate, nelle quali l’Alta Orologeria dialoga con i métiers d’art, dalla smaltatura alla pittura in miniatura, dall’incisione all’incastonatura delle pietre preziose. Gli atelier ginevrini della Maison sviluppano movimenti e moduli dedicati, spesso progettati espressamente per una singola animazione, mentre artigiani e designer lavorano alla costruzione di paesaggi in miniatura capaci di custodire un’intera narrazione. Il risultato è una forma di orologeria nella quale la complessità tecnica si misura anche dalla naturalezza del movimento finale. Un fiore deve aprirsi con delicatezza, una ballerina deve sembrare leggera, due innamorati devono avvicinarsi senza che l’osservatore percepisca lo sforzo necessario a muoverli.

Pont des Amoureux, tre minuti per un bacio fuori dal tempo

Tra le creazioni che meglio rappresentano l’identità delle Complications Poétiques, il Lady Arpels Pont des Amoureux, presentato nel 2010, occupa un posto speciale. Il quadrante raffigura una Parigi notturna, con i suoi edifici illuminati, la Senna e un ponte sul quale due giovani si avvicinano lentamente, ciascuno seguendo il proprio percorso.

La particolarità è che i protagonisti non sono semplici elementi decorativi: sono loro a indicare il tempo. Grazie a un movimento meccanico automatico con doppio modulo retrogrado, la figura femminile avanza progressivamente per segnare le ore, mentre quella maschile percorre la propria metà del ponte nell’arco di sessanta minuti. A mezzogiorno e a mezzanotte, le loro traiettorie coincidono e i due innamorati possono finalmente incontrarsi.

Ma è nella spiegazione dei dettagli che il progetto rivela tutta la propria originalità. Durante lo sviluppo del movimento, è stato necessario intervenire persino sulla rappresentazione del tempo per lasciare ai protagonisti lo spazio necessario al loro incontro. La distanza tra le indicazioni delle dodici ore e dei sessanta minuti è stata ampliata affinché il bacio potesse svolgersi in un intervallo simbolicamente sottratto alla normale scansione del quadrante.

E poi c’è la durata di quell’incontro: tre minuti. Una scelta tutt’altro che casuale, legata a un riferimento tanto romantico quanto sorprendente alla durata ideale di un French kiss. Un dettaglio che restituisce bene il carattere della Maison, capace di dedicare anni di ricerca meccanica a un gesto che appartiene alla sfera più spontanea dei sentimenti. Il bacio, inoltre, non deve necessariamente attendere mezzogiorno o mezzanotte. Premendo un pulsante sulla cassa, è possibile attivare l’animazione a richiesta, facendo avvicinare i due personaggi anche in un altro momento della giornata.

Ed è qui che la complessità diventa ancora più interessante. Se, per esempio, uno dei protagonisti si trova già più avanti lungo il proprio percorso, il movimento gestisce l’avvicinamento affinché l’altro possa raggiungerlo; soltanto quando le figure sono nella posizione corretta riprendono insieme il cammino verso il centro del ponte. Prima dell’incontro, si concedono persino un breve istante di attesa, come se anche due personaggi meccanici potessero provare l’emozione che precede un bacio. C’è infine un particolare che rimane nascosto agli occhi di chi indossa l’orologio. All’interno del movimento, la stessa storia d’amore trova un’ulteriore rappresentazione, quasi un bacio privato custodito tra gli ingranaggi. Una delicatezza progettuale che non aggiunge alcuna funzione alla lettura dell’ora, ma rende ancora più affascinante l’idea di un meccanismo pensato per raccontare qualcosa.

Lady Arpels Bal des Amoureux Automate, un nuovo appuntamento a Parigi

Quindici anni dopo il primo Pont des Amoureux, la storia dei due innamorati prosegue con il Lady Arpels Bal des Amoureux Automate, presentato nel 2025. Questa volta la coppia abbandona il ponte per ritrovarsi in una guinguette, uno dei locali da ballo popolari nella Parigi dell’Ottocento, tra luci soffuse, musica immaginata e il fascino delle serate trascorse all’aperto. L’atmosfera cambia e con essa si trasforma anche il linguaggio del movimento. I protagonisti non si limitano più ad avvicinarsi lungo due archi, ma compiono una piccola coreografia che culmina in un bacio, a mezzogiorno, a mezzanotte oppure ogni volta che viene attivata l’animazione a richiesta.

Per ottenere la naturalezza dei loro gesti, gli orologiai della Maison hanno impiegato quattro anni di ricerca e sviluppo, dando vita a un automa capace di articolare il movimento in tre tempi. Le figure si avvicinano, inclinano il corpo l’una verso l’altra e abbassano progressivamente le braccia, con una fluidità che richiede un controllo estremamente preciso delle singole componenti meccaniche. Osservare questa sequenza da vicino permette di cogliere quanto sia sottile il confine tra una figura animata e una scena che sembra possedere una propria vita. L’effetto dipende dalla sincronizzazione di gesti minimi, ciascuno progettato per accompagnare il successivo senza interruzioni percepibili. Anche la costruzione del quadrante contribuisce alla profondità del racconto. Cinque livelli sovrapposti ricreano lo scenario parigino attraverso lo smalto grisaille e grisaille colorato, mentre le ghirlande luminose e i dettagli in oro bianco restituiscono l’atmosfera di una serata di festa. Due stelle, animate da un sistema bi-retrogrado, indicano le ore e i minuti, lasciando ai protagonisti il centro della scena.

Il meccanismo che muove i personaggi è abilmente nascosto dagli elementi decorativi, tra i fiori dell’abito maschile e la gonna della figura femminile. È una soluzione che riassume la filosofia delle Complications Poétiques, nelle quali la tecnica viene progettata anche in funzione della propria discrezione. Sul fondello, un’incisione riprende la coppia intenta a ballare, prolungando il racconto oltre il quadrante. Persino il retro dell’orologio diventa così parte della storia, come l’ultima pagina di un libro che merita di essere osservata prima di richiuderlo.

Heures Florales, il giardino che sboccia per raccontare le ore

Con il Lady Arpels Heures Florales, presentato nel 2022, Van Cleef & Arpels affronta il tema del tempo attraverso una delle proprie fonti d’ispirazione più antiche: la natura. L’origine di questa creazione risale idealmente al XVIII secolo e agli studi del naturalista svedese Carlo Linneo, che nel 1751 descrisse il concetto di Horologium Florae, un giardino immaginario nel quale differenti specie di fiori si aprono e si chiudono in momenti precisi della giornata, consentendo di riconoscere il passare delle ore attraverso i ritmi della botanica.

La Maison riprende questa intuizione e la trasforma in una complicazione meccanica di straordinaria raffinatezza. Sul quadrante sono presenti dodici fiori, le cui corolle si aprono e si richiudono per indicare l’ora: all’una sboccia un fiore, alle due se ne aprono due, e così progressivamente, mentre i minuti vengono visualizzati attraverso un’indicazione laterale sulla cassa. Il principio è immediato da comprendere, ma la sua realizzazione ha richiesto una progettazione estremamente sofisticata. Il vero problema non consiste soltanto nel far muovere i petali, bensì nel coordinare un intero giardino di elementi mobili all’interno dello spazio limitato di un orologio.

Il quadrante comprende infatti 166 componenti animate, collegate a un modulo meccanico sviluppato negli atelier ginevrini di Van Cleef & Arpels. Ogni fiore deve aprirsi e richiudersi con precisione, rispettando la sequenza prevista dal movimento e mantenendo l’armonia complessiva della composizione. Ma c’è una curiosità che rende questa creazione ancora più sorprendente: i fiori che sbocciano non sono sempre gli stessi. Il movimento è stato progettato per alternare tre differenti configurazioni di apertura, così che la disposizione delle corolle cambi nel corso dei cicli successivi. Un’ora può dunque essere rappresentata da una determinata combinazione di fiori e, al giro seguente, da una composizione differente. Il giardino si rinnova continuamente, pur continuando a indicare il tempo con assoluta coerenza.

Nella versione Lady Arpels Heures Florales Cérisier, le tonalità rosate dei fiori dialogano con l’oro e le pietre preziose, mentre la pittura in miniatura contribuisce a costruire un paesaggio botanico di notevole delicatezza. L’attenzione ai materiali e alla resa cromatica accompagna una complessità meccanica che rimane completamente nascosta sotto la superficie. Lo spirito di questa creazione può essere riassunto in un’espressione particolarmente efficace: «Take the time to read the time», prendersi il tempo di leggere il tempo.

Un invito che assume un significato molto concreto davanti a un quadrante simile. Per sapere che ore sono bisogna osservare il giardino, riconoscere i fiori aperti, soffermarsi su un dettaglio. Un gesto semplice che restituisce alla lettura dell’ora una dimensione di attenzione e curiosità.

Midnight Jour Nuit Phase de Lune, la Luna cambia volto

L’ultima creazione protagonista dell’incontro milanese conduce lo sguardo verso il cielo. Il Midnight Jour Nuit Phase de Lune, presentato nel 2026, sviluppa ulteriormente una delle grandi passioni di Van Cleef & Arpels, l’astronomia, attraverso un movimento che riunisce l’alternanza del giorno e della notte con la rappresentazione delle fasi lunari. Il legame della Maison con gli astri attraversa tutta la sua storia. Già nel 1929 compare un orologio da tasca con indicazione delle fasi lunari, mentre nel 2008 la collezione Complications Poétiques accoglie il Lady Arpels Jour Nuit, nel quale il Sole e la Luna si rincorrono lungo il quadrante seguendo un ciclo di ventiquattro ore. 

Il nuovo Midnight Jour Nuit Phase de Lune amplia questa visione, introducendo una seconda complicazione che permette alla Luna di modificare il proprio aspetto secondo il suo ciclo naturale. All’interno di una cassa in oro bianco da 42 mm, il quadrante è realizzato in vetro avventurina nero di Murano, la cui superficie scintillante evoca la profondità di un cielo notturno. Il Sole, lavorato in oro guilloché, attraversa lentamente la scena per lasciare spazio alla Luna in madreperla bianca, mentre una fascia all’orizzonte, anch’essa in madreperla, accompagna il passaggio dalla luce all’oscurità. Dietro questa rappresentazione si trovano due meccanismi sovrapposti, uno dedicato al ciclo Giorno/Notte e l’altro alle fasi lunari. Il primo governa il disco che compie una rotazione completa ogni ventiquattro ore; il secondo riproduce la trasformazione dell’aspetto della Luna secondo un ciclo di circa 29,5 giorni. La differenza rispetto alle precedenti interpretazioni del tema astronomico è sostanziale. La Luna non compare più soltanto come un astro pieno che attraversa il cielo, ma cambia progressivamente volto, proprio come accade osservandola dalla Terra.

E poiché Van Cleef & Arpels ama concedere a chi indossa i propri orologi la possibilità di intervenire nella narrazione, anche questa creazione custodisce un’animazione a richiesta. Premendo il pulsante laterale, il quadrante compie una rotazione completa di 360 gradi in circa dieci secondi, permettendo di ammirare il movimento degli astri e la fase lunare anche quando il satellite si trova nascosto dietro l’orizzonte. La meraviglia continua sul fondello, dove un’incisione in oro bianco riproduce la topografia della superficie lunare, mentre una decorazione in smalto sul vetro zaffiro della massa oscillante raffigura la Terra. La prospettiva si ribalta: dopo aver osservato la Luna dal nostro pianeta, è possibile immaginare di guardare la Terra proprio dalla Luna. Un dettaglio che restituisce una nuova dimensione al racconto astronomico della Maison, capace di racchiudere il movimento dei corpi celesti in pochi centimetri di diametro.

Vent’anni di Complications Poétiques, il valore di un istante

L’incontro con Rainer Bernard ha permesso di comprendere quanto lavoro si nasconda dietro movimenti che, una volta completati, sembrano possedere la spontaneità dei fenomeni naturali. La fluidità di un bacio, l’apertura di un fiore o il lento mutare della Luna sono il risultato di anni di progettazione, sperimentazioni e dialogo tra competenze differenti, tutte orientate verso un obiettivo comune: dare forma a un’emozione attraverso la meccanica. In questo percorso, il ruolo dell’orologiaio assume una dimensione particolare. Non si tratta soltanto di garantire precisione, affidabilità e riserva di carica, ma di trovare il modo affinché una scena possa svilupparsi esattamente come è stata immaginata, rispettando le proporzioni di un quadrante e i limiti fisici imposti dalla cassa.

Vent’anni dopo il debutto delle Complications Poétiques, Van Cleef & Arpels continua così a esplorare le possibilità espressive dell’Alta Orologeria, portando avanti una tradizione nella quale il tempo diventa materia creativa e ogni complicazione custodisce una storia da scoprire. Del resto, in francese esiste un’espressione particolarmente evocativa, demander la lune, chiedere la Luna, utilizzata per indicare un desiderio impossibile da realizzare. E Van Cleef & Arpels ha trovato il modo di racchiudere quell’impossibile in un quadrante.

Van Cleef & Arpels, Complications Poétiques.