Una storia milanese che risale al Seicento, rasoi in corno di cervo, cosmetici custoditi nel marmo e fragranze ispirate a Sant’Ambrogio e Albert Einstein. Eredi Zucca restituisce alla cura personale il fascino di un’antica arte, tra artigianato, profumeria e oggetti da collezione.
In Metafisica Aristotele scriveva: «Gli uomini hanno cominciato a filosofare, ora come in origine, a causa della meraviglia». Una riflessione che potrebbe sembrare lontana dall’universo della bellezza, almeno fino a quando non ci si imbatte in un rasoio dal manico in corno di cervo, in una giara di marmo attraversata da venature irripetibili o in un profumo che custodisce il ricordo degli anni milanesi di Albert Einstein. Sono alcuni degli oggetti firmati Eredi Zucca, maison che ha scelto di recuperare la storia della barberia per restituire alla cura personale un’eleganza fatta di gesti precisi, materiali pregiati e attenzione quasi ossessiva ai dettagli.

C’è qualcosa di particolarmente affascinante negli oggetti che sembrano appartenere a un’altra epoca, pur conservando una funzione perfettamente contemporanea. Hanno una presenza discreta, spesso una storia da raccontare e quella qualità rara di farsi notare senza chiedere attenzione. È una sensibilità che trova spazio anche nella scelta di un dono, soprattutto quando si desidera sorprendere qualcuno con qualcosa che non sia semplicemente bello, ma che possa diventare parte delle sue abitudini.
Una storia tutta milanese che comincia nel Seicento
Per comprendere Eredi Zucca bisogna tornare alla Milano del 1652, quando il cognome Zucca compare negli Ordini et statuti dell’Università et collegio dei barbieri della presente città di Milano. All’epoca la figura del barbiere aveva competenze ben più ampie di quelle attuali: si occupava della rasatura e della cura della persona, ma praticava anche interventi chirurgici, estrazioni dentarie e salassi. Quella testimonianza, rintracciata attraverso un lavoro di ricerca negli archivi cittadini, è diventata il punto di partenza di un progetto che recupera il patrimonio estetico e culturale della barberia senza limitarsi a riprodurne le forme. Il passato viene riletto attraverso la cosmetica contemporanea, la profumeria e la collaborazione con maestranze artigianali italiane, dando vita a una collezione che spazia dagli strumenti per la rasatura ai trattamenti per viso, corpo e capelli, fino agli accessori per la manicure e agli oggetti dedicati alla casa.

Il risultato conserva il rigore degli strumenti professionali, ma possiede anche un gusto decorativo molto preciso. Corno, ebano, marmo, vetro e metallo diventano parte di un linguaggio estetico riconoscibile, che guarda alle antiche botteghe milanesi senza rinunciare alla contemporaneità.
Il piacere dei rituali, dal corno di cervo al marmo
Un rasoio può essere un semplice strumento oppure un oggetto da conservare per anni. Il rasoio di sicurezza in corno di cervo appartiene decisamente alla seconda categoria, con un’impugnatura che lascia emergere la trama naturale del materiale, fatta di sfumature brune e superfici irregolari, e una testa metallica dalla finitura luminosa. La sua presenza ricorda quella degli strumenti custoditi nei vecchi laboratori artigiani, quando la qualità di un oggetto si riconosceva anche dal peso, dalla lavorazione e dalla sensazione che restituiva al tatto.

La saponetta da toilette, con il suo medaglione decorato da un profilo in rilievo e da iscrizioni che richiamano la storia della barberia milanese, sembra invece un piccolo reperto proveniente da una collezione privata. La superficie color avorio, la forma ovale e il gusto neoclassico della decorazione le conferiscono un’identità ben lontana da quella dei comuni prodotti da bagno.

Particolarmente scenografica è poi la cera capelli lucida, custodita in una giara di marmo dalle profonde tonalità rossastre, attraversata da venature chiare e impreziosita da scritte dorate. Un cosmetico che trova naturalmente posto sul ripiano di un bagno elegante, accanto a un flacone di profumo o a una spazzola artigianale, senza alcuna necessità di essere nascosto dopo l’utilizzo. Attorno a questi oggetti si sviluppa una proposta molto più ampia, che comprende creme e oli per la rasatura, dopobarba, sieri e trattamenti viso, shampoo, balsami, prodotti per lo styling e una selezione di pettini, pennelli e accessori. Per chi conosce il piacere di una rasatura tradizionale, o semplicemente ama circondarsi di strumenti ben realizzati, la scelta può diventare sorprendentemente personale.

La Milano delle candele, tra giardini nascosti e antichi quartieri
C’è una Milano che si scopre soprattutto nei dettagli: dietro i portoni dei palazzi storici, nei cortili silenziosi, lungo le strade che conservano nomi e atmosfere di altri secoli. È a questa città che Eredi Zucca dedica la sua prima collezione di candele profumate, articolata in cinque interpretazioni olfattive: Ambrogio, Bigli, Cinque Giornate, Porta Orientale e Via dei Giardini.
Le composizioni attraversano registri differenti, dai legni intensi e dalle sfumature fumé di Ambrogio agli accenti agrumati e floreali di Bigli, fino alla freschezza balsamica di Cinque Giornate.

Porta Orientale racconta il carattere più vivace e cosmopolita della città attraverso una fragranza verde e brillante, racchiusa in un vaso di vetro verde intenso con dettagli dorati. Accesa, la candela lascia filtrare la luce attraverso il vetro, accentuando il contrasto con la base scura e trasformando il contenitore in un elemento d’arredo. Alla stessa geografia appartengono i diffusori per ambiente, tra cui Via dei Giardini, ispirato alla vegetazione nascosta dietro le facciate dei palazzi milanesi. Agrumi, fiori e legni chiari costruiscono un’atmosfera morbida e luminosa, mentre il flacone verde con etichetta dorata e bastoncini neri richiama le proporzioni delle antiche bottiglie da speziale.

Sono presenze che modificano sottilmente la percezione di una stanza. La luce di una fiamma sul marmo, una fragranza che accompagna il rientro a casa, il riflesso del vetro verde accanto a un libro aperto: dettagli che acquistano un fascino particolare nelle serate trascorse al riparo dal freddo, quando la casa torna a essere il luogo in cui fermarsi più volentieri.
Santo e Ventuno, due nuove fragranze tra storia e immaginazione
Le ultime novità della profumeria Eredi Zucca portano due nomi che, a prima vista, sembrano non avere nulla in comune: Santo e Ventuno. Il primo rende omaggio a Sant’Ambrogio, patrono di Milano; il secondo ricorda il numero civico di via Bigli dove, tra il 1894 e il 1900, abitò la famiglia di Albert Einstein. Due figure separate da secoli di storia, riunite attraverso il legame con la città e il lavoro del profumiere Alessandro Olmo di Givaudan, autore di entrambe le composizioni.

Santo ha un carattere legnoso, ambrato e resinoso, costruito attorno a una trama di materie prime dalle sfumature profonde. Il bergamotto italiano e il pepe nero del Madagascar aprono la fragranza con un contrasto fresco e speziato, mentre l’elemi delle Filippine introduce una nota quasi minerale. Cedro dell’Atlante, cedro della Virginia, vetiver di Haiti e patchouli indonesiano definiscono il cuore, prima di lasciare spazio a un fondo di olibano somalo, mirra, cuoio e muschio. Il flacone color miele, con il cammeo dorato dedicato a Sant’Ambrogio, richiama una leggenda secondo la quale uno sciame d’api si sarebbe posato sulle labbra del santo ancora neonato, annunciandone la futura eloquenza. Un dettaglio che conferisce ulteriore profondità alla scelta cromatica, trasformando il profumo in un piccolo racconto visivo.

