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Beauty

La penna profumata di Officine Universelle Buly è un piccolo oggetto del desiderio

Ha la forma di uno strumento da scrittura, una lavorazione guilloché e, al posto dell’inchiostro, custodisce un olio profumato da far scorrere direttamente sulla pelle. Officine Universelle Buly trasforma ancora una volta un gesto quotidiano in un rituale di bellezza, racchiudendo tre fragranze in un oggetto pensato per seguirci ovunque.

È difficile entrare oggi in una boutique Officine Universelle Buly senza avere l’impressione che esista da sempre. I flaconi da speziale, le etichette calligrafate, i legni scuri e quella particolare eleganza parigina che sembra appartenere a un’altra epoca hanno costruito un’identità riconoscibile ben oltre la Francia. Dietro un’estetica diventata ormai familiare da Parigi a Tokyo, però, c’è una storia che comincia realmente all’inizio dell’Ottocento, quando Jean-Vincent Bully apre la propria attività in rue Saint-Honoré e trasforma preparazioni, profumi e rituali della toilette in un nome destinato a viaggiare molto più lontano della sua boutique. Profumiere, distillatore e cosmetico, Bully si muove in un momento in cui bellezza, farmacia e profumeria condividono ancora parte dello stesso linguaggio, fatto di aceti aromatici, polveri, lozioni e preparazioni per la pelle. A renderlo celebre è soprattutto il suo Vinaigre aromatique et antiméphitique, mentre la fama dell’attività supera progressivamente i confini parigini e accompagna il nome attraverso buona parte del XIX secolo.

Da rue Saint-Honoré al nuovo universo Buly

Nel 2014 Victoire de Taillac e Ramdane Touhami riportano Buly a Parigi, al 6 di rue Bonaparte, recuperandone l’eredità senza trasformarla in una semplice ricostruzione nostalgica. Formulazioni contemporanee e rituali antichi iniziano a convivere all’interno di un universo in cui anche ciò che circonda il prodotto diventa parte integrante dell’esperienza: i flaconi, la calligrafia, le confezioni, i materiali delle boutique e persino il gesto con cui un acquisto viene preparato contribuiscono a definire un linguaggio immediatamente riconoscibile. Da allora Officine Universelle Buly ha portato quella particolare idea di bellezza ben oltre Parigi, fino a trasformare la propria estetica in una firma internazionale, mentre nel 2021 l’ingresso nel gruppo LVMH ha aperto un nuovo capitolo della sua storia. A rimanere intatto è soprattutto il dialogo tra epoche diverse: gesti quasi dimenticati della toilette vengono riportati nel presente attraverso oggetti che sembrano arrivare da un altro tempo, pur essendo pensati per abitudini assolutamente contemporanee.

Una penna che lascia sulla pelle una traccia di profumo

Centoventisei millimetri di alluminio, una silhouette sottile e una superficie decorata da dettagli guilloché: a prima vista l’ultima creazione dell’Officine potrebbe tranquillamente essere uno strumento da scrittura. Il trompe-l’œil si scopre soltanto utilizzandola, perché all’interno della Penna a Sfera Profumata trova posto una fiala da 10 ml di olio doppiamente concentrato, ricco di essenze profumate ed emollienti e formulato per lasciare sulla pelle una traccia che può durare fino a otto ore. Anche il movimento conserva qualcosa della scrittura: la sfera scivola nell’incavo del polso, sulla nuca o al centro del décolleté e deposita il profumo esattamente dove lo si desidera, senza vaporizzarlo nell’aria. Un gesto preciso, discreto e quasi privato, che trasforma l’applicazione della fragranza in qualcosa da compiere lentamente e rende la penna abbastanza pratica da trovare posto in borsa o in valigia senza perdere quella componente estetica che, nell’universo Buly, accompagna anche gli oggetti più funzionali.

Messico, Madagascar e Malta in una fiala

Tre luoghi lontanissimi finiscono racchiusi nello stesso piccolo oggetto. Tuberosa del Messico, Ambra del Madagascar e Iris di Malta sono le tre profumazioni disponibili, altrettanti oli doppiamente concentrati da scegliere e alternare secondo l’umore, la stagione o semplicemente la destinazione. La fiala interna può infatti essere svitata e sostituita, rendendo la penna ricaricabile e lasciando che sia ogni volta la fragranza a cambiare, mentre l’oggetto rimane lo stesso. C’è persino una piccola regola da rispettare, perfettamente in sintonia con quell’idea quasi cerimoniale della toilette che accompagna Officine Universelle Buly: la sfera utilizzata per una fragranza non dovrebbe passare a quella successiva, così da evitare che gli oli finiscano per mescolarsi. Un dettaglio minuscolo, ma sufficiente a trasformare anche la ricarica in parte del rituale.

La Penna a Sfera Profumata è proposta a 140 euro, mentre ciascuna fiala di ricarica da 10 ml costa 60 euro. A renderla interessante, però, è soprattutto il modo in cui riesce a condensare in pochi centimetri una parte consistente dell’immaginario Buly: il gusto per gli oggetti belli da lasciare in vista, il richiamo alla toilette di un’altra epoca e una certa attenzione quasi rituale per gesti che normalmente compiamo senza pensarci. Più che reinventare il profumo, Officine Universelle Buly ne cambia così la gestualità, affidando a una piccola sfera il compito di lasciare sulla pelle ciò che una penna lascerebbe sulla carta: una traccia.

Officine Universelle Buly, Penna a Sfera Profumata, disponibile in Tuberosa del Messico, Ambra del Madagascar e Iris di Malta.