Un quadrante blu indaco, una cassa di 37,3 millimetri e dodici cifre che riportano Grand Seiko a un capitolo poco conosciuto della sua storia. Il nuovo SBGW325 nasce venticinque anni dopo il primo calibro 9S a carica manuale e recupera un dettaglio del 2001 che oggi appare curiosamente contemporaneo.
Il blu arriva per primo, profondo abbastanza da sembrare quasi nero quando la luce si abbassa. Poi compaiono le cifre. Dodici numeri in rilievo, grandi e insolitamente presenti, occupano il quadrante lasciando poco spazio alla discrezione geometrica degli indici a cui Grand Seiko ci ha abituati. A ore dodici, il logo GS introduce una sfumatura dorata ripresa dalla sottile lancetta dei secondi; intorno, una cassa rotonda di appena 37,3 millimetri mantiene tutto dentro proporzioni sorprendentemente misurate. Il nuovo SBGW325 “Classic Blue Arabic” potrebbe essere letto semplicemente così, come un Grand Seiko particolarmente elegante con un bel quadrante blu. Sarebbe però fermarsi esattamente un passo prima della parte più interessante.

Tokyo, 2001. Grand Seiko sta celebrando un anniversario importante e presenta l’SBGW003, prodotto in appena 300 esemplari. Il quadrante è chiaro, le cifre arabe dorate, le lancette azzurrate. All’interno c’è il 9S54, primo movimento della famiglia 9S a carica manuale. A disegnare quei numeri è Nobuhiro Kosugi, allora responsabile del design Grand Seiko, che li pensa affinché dialoghino con il logotipo della Maison. Un dettaglio grafico progettato per un modello preciso, destinato a rimanere legato a un capitolo piuttosto discreto della storia del marchio. Almeno fino a oggi.
Dodici numeri che Grand Seiko usa molto raramente
Basta guardare buona parte della produzione Grand Seiko per capire quanto siano insoliti. Il vocabolario estetico della Maison parla soprattutto attraverso indici applicati e sfaccettati, lancette affilate, superfici lucidate e una gestione quasi architettonica della luce. Le cifre arabe interrompono quella grammatica. Lo facevano nel 2001 e continuano a farlo sul nuovo SBGW325, con una differenza sostanziale: questa volta non sono dorate su un fondo chiaro, ma emergono in rilievo da un blu navy ispirato alla tradizione giapponese della tintura indaco. Due piccoli accenti dorati, il logo GS e la lancetta dei secondi, bastano a scaldare una composizione altrimenti giocata quasi interamente sui toni freddi.

