Daiquiri, Corcovado e un’intensa sfumatura di viola ispirata all’antica Edo. Seiko porta tre nuove tonalità nella collezione Presage Cocktail Time e trasforma gesti, colori e atmosfere della mixology in dettagli da indossare al polso.
Sul bancone il bicchiere ruota appena, il ghiaccio si muove e per qualche secondo il colore del cocktail cambia insieme alla luce. È quell’istante che Seiko prova a fermare sul quadrante. Non tanto il drink nella sua forma definitiva, quanto tutto ciò che gli accade intorno: il movimento con cui viene preparato, la trasparenza del vetro, le sfumature degli ingredienti e quella particolare atmosfera che rende un cocktail bar qualcosa di diverso da un semplice posto in cui bere.

La collezione Presage Cocktail Time nasce proprio da questo incontro e con i tre nuovi GMT il legame diventa ancora più evidente. I quadranti conservano la lavorazione radiale che identifica la serie e reagiscono alla luce con profondità differenti, mentre la scala delle 24 ore segue un disegno che richiama il movimento ritmico del muddler, lo strumento utilizzato per lavorare gli ingredienti nel bicchiere, e il suo lento ondeggiare durante la preparazione. Persino la lancetta GMT partecipa al gioco: larga vicino al centro, si assottiglia progressivamente verso la punta fino a ricordare lo stelo sottile di un calice da cocktail. Dettagli piccoli, quasi nascosti nella costruzione dell’orologio, che acquistano senso soltanto quando si conosce ciò che li ha ispirati.
Dietro questa relazione tra orologeria e mixology c’è anche un luogo reale. Ginza, Tokyo, lo stesso quartiere nel quale Kintaro Hattori aprì nel 1881 il negozio da cui sarebbe nata Seiko, ospita lo STAR BAR di Hisashi Kishi, bartender con cui il marchio ha costruito negli anni l’identità di Cocktail Time. Kishi è stato insignito del titolo di Maestro Artigiano del Giappone Moderno e il suo lavoro offre alla collezione un vocabolario fatto di colori, equilibrio e gesti precisi che l’orologeria può sorprendentemente comprendere molto bene.
Tre quadranti per tre atmosfere diverse
Il più luminoso dei tre nuovi modelli prende in prestito l’essenzialità del Daiquiri, dove rum, lime e zucchero costruiscono un cocktail apparentemente semplice il cui equilibrio dipende interamente dalle proporzioni. L’HCB004J1 traduce quella chiarezza in un quadrante bianco dalla finitura sunburst, circondato dall’oro giallo della cassa, del bracciale, degli indici e delle lancette. Non cerca di riprodurre letteralmente il drink, piuttosto ne restituisce la sensazione: fresco, brillante, quasi cristallino quando la superficie incontra la luce.

Qualche sgabello più in là, idealmente, il bicchiere cambia colore. Corcovado porta la collezione verso un blu molto più intenso, attraversato da variazioni che emergono seguendo l’incidenza della luce, mentre l’oro rosa della cassa scalda il contrasto e il cinturino marrone scuro ne rende l’insieme più morbido. Il risultato ha un carattere decisamente diverso dal Daiquiri, pur partendo dalla stessa architettura e dalla stessa cassa di 40,5 millimetri: come due cocktail serviti nello stesso bar che non potrebbero avere personalità più lontane.

Il terzo orologio abbandona invece il nome di un drink e porta il racconto altrove. Per celebrare i 145 anni di Seiko, l’HCB006J1 sceglie l’Edo Murasaki, una tonalità di porpora legata alla tradizione dell’antica Edo, l’attuale Tokyo. Il viola diventa più intenso verso il quadrante e viene attraversato da riflessi che ricordano minuscole scaglie d’oro, riprese dalla lancetta GMT e dal logo. È il modello più scenografico dei tre e anche l’unico limitato, prodotto in 6.000 esemplari, quasi un ponte tra la Tokyo dalla quale Seiko è partita nel 1881 e quella contemporanea dei cocktail bar di Ginza.

