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The Invite · highjewellery

Alhambra, una nuova luce per l’icona di Van Cleef & Arpels

Cinque anni di ricerca, una tecnica ispirata al rouge à l’or del XVII secolo e finissime particelle d’oro per raggiungere una particolare sfumatura di rosa. Van Cleef & Arpels introduce per la prima volta lo smalto nella collezione Alhambra e apre un nuovo capitolo nella storia di una delle sue creazioni più riconoscibili.

Cinque anni per trovare un rosa. Non per scegliere una tonalità da una palette, ma per riuscire a crearla nella materia, calibrando finissime particelle d’oro fino a ottenere esattamente la sfumatura immaginata. È da qui, più che dalla forma immediatamente riconoscibile dei suoi quadrifogli, che comincia il nuovo capitolo di Alhambra.

Nella boutique Van Cleef & Arpels, le nuove creazioni rivelano quasi subito perché il colore abbia richiesto tanto tempo. Lo smalto rosa non restituisce mai una superficie perfettamente uniforme: è traslucido, attraversato da minuscole bolle e cambia intensità quando incontra la luce. L’oro giallo che lo circonda ne scalda i riflessi, mentre sulla pelle la tonalità acquista una profondità ancora diversa. Bisogna avvicinarsi per accorgersi che quello che inizialmente sembra soltanto un nuovo colore è, in realtà, il risultato di un savoir-faire estremamente preciso. Ed è proprio lo smalto la vera novità. Per la prima volta Van Cleef & Arpels lo introduce in Alhambra, affidandogli il compito di reinterpretare una collezione che dal 1968 ha fatto del colore uno dei propri linguaggi più riconoscibili. La forma non ha bisogno di essere ridisegnata: sono la materia e la luce, questa volta, a raccontarla diversamente.

Cinque anni racchiusi in una sfumatura

Per arrivare a quel particolare rosa, la Maison ha guardato a una tecnica che risale al XVII secolo: il rouge à l’or. A determinarne la tonalità non sono pigmenti tradizionali, ma finissime particelle d’oro presenti nella composizione dello smalto. Forma, dimensione e concentrazione devono essere controllate con estrema precisione, perché una variazione apparentemente minima può modificare il risultato finale.

È un processo che racconta bene il rapporto di Van Cleef & Arpels con il colore. Dietro una superficie che appare immediata si nascondono anni di sperimentazione, prove e aggiustamenti, ma nulla di questa complessità viene ostentato una volta terminato il gioiello. Rimangono la trasparenza dello smalto, la profondità del rosa e quelle imperfezioni infinitesimali che la luce rende visibili soltanto avvicinandosi. Lo smalto, del resto, appartiene da tempo all’universo creativo della Maison. Compare nella sua storia fin dai primi decenni del Novecento, dagli oggetti preziosi alle vanity case Art Déco, e continua a essere esplorato attraverso differenti savoir-faire. Il suo ingresso in Alhambra assume però un significato particolare proprio perché incontra una forma che, in quasi sessant’anni, ha dimostrato di poter cambiare continuamente senza perdere la propria identità.

Madreperla, malachite, corniola e altre pietre ornamentali hanno dato nel tempo interpretazioni molto diverse allo stesso quadrifoglio. Con lo smalto il principio cambia. Non è più la natura a disegnare venature e sfumature irripetibili, ma la mano dell’uomo a costruire il colore attraverso la materia. Ed è forse proprio questo incontro tra una silhouette familiare e un savoir-faire nuovo a rendere queste creazioni particolarmente interessanti.

Quando il rosa incontra Alhambra

Sono cinque i gioielli scelti per inaugurare questo nuovo capitolo, tutti realizzati in oro giallo: il sautoir Vintage Alhambra a 20 motivi, la collana Vintage Alhambra a 10 motivi, il bracciale a 5 motivi, il pendente e gli orecchini Magic Alhambra a 2 motivi. Osservarli in vetrina racconta soltanto una parte della storia. È una volta indossati che lo smalto rivela davvero il proprio carattere. Nel sautoir, i venti motivi accompagnano la figura e il rosa diventa quasi un elemento dell’abito, scandito dall’oro giallo e dal movimento della catena. Sul bracciale e sulla collana il colore rimane invece più vicino alla pelle, mentre il pendente concentra tutta l’attenzione su un unico quadrifoglio. Gli orecchini Magic Alhambra giocano ancora diversamente con la luce. Lo smalto rosa viene accostato all’oro giallo guilloché, creando un dialogo tra due superfici che reagiscono al movimento in maniera opposta: una attraverso la profondità e la traslucenza del colore, l’altra attraverso i riflessi della lavorazione radiale del metallo. Un contrasto che si percepisce soprattutto indossandoli, quando ogni movimento modifica leggermente l’equilibrio tra rosa e oro.

Ed è forse questo il momento in cui i cinque anni di ricerca smettono di essere soltanto un dato e acquistano un significato più concreto. Perché quel rosa doveva funzionare non soltanto osservato da vicino, ma sulla pelle, accanto all’oro giallo, ripetuto venti volte lungo un sautoir o concentrato nella superficie di un solo motivo. Doveva entrare nell’universo Alhambra senza trasformarlo in qualcosa che non fosse più immediatamente Alhambra. A quasi sessant’anni dalla sua nascita, il quadrifoglio creato nel 1968 rimane così esattamente dove lo ricordiamo. Cambiano le superfici, le pietre e ora persino le tecniche utilizzate per vestirlo di colore, mentre quella successione di quattro lobi bordati d’oro continua a essere riconoscibile con un solo sguardo.

Alhambra continua così il proprio racconto senza rinunciare a ciò che l’ha resa riconoscibile. Il rosa ne modifica la luce, lo smalto introduce una nuova profondità, ma il gesto rimane quello di sempre: lasciare che materia e savoir-faire trasformino una forma essenziale in qualcosa capace di attraversare il tempo.

Van Cleef & Arpels, nuove creazioni Alhambra in oro giallo e smalto rosa, 2026.