Un volto che si nasconde dietro un fiocco, strumenti da disegno che popolano la porcellana, il profumo di una candela accesa e un panettone racchiuso in una scatola delle meraviglie. Per le festività 2026, Fornasetti dà nuova forma al proprio immaginario, tra illusioni ottiche, artigianalità e piccoli rituali da custodire.
E se bastasse un disegno per trasformare un oggetto quotidiano in qualcosa di straordinario? Un volto femminile che si presta a infinite variazioni, un fiocco che sembra avvolgere la porcellana come fosse un pacchetto regalo, pennini e strumenti da disegno che si dispongono sulle superfici creando illusioni ottiche: nell’immaginario di Fornasetti, anche gli elementi più comuni diventano protagonisti di scene sorprendenti, nelle quali l’ironia si mescola alla fantasia e il confine tra ciò che è reale e ciò che è rappresentato si fa sempre più sottile. È questa capacità di giocare con le immagini, di moltiplicarne i significati e di reinventarle continuamente a rendere riconoscibile il linguaggio dell’Atelier milanese, dove la decorazione non si limita ad abbellire un oggetto, ma trasforma il modo in cui lo osserviamo.

È una dimensione sospesa tra realtà e invenzione quella che accompagna la collezione Festive Season 2026, immaginata dall’Atelier milanese come un intreccio di storie che si incontrano sulla porcellana, tra figure familiari e nuove interpretazioni dei decori d’archivio. Il volto enigmatico di Lina Cavalieri, i pennini, i calamai, i nastri e gli oggetti disseminati nello studio di un artista tornano a dialogare tra loro, componendo un racconto che attraversa il design, la profumeria e persino la tradizione gastronomica milanese, con quella libertà espressiva che appartiene all’eredità di Piero Fornasetti e che Barnaba Fornasetti, oggi Direttore Artistico dell’Atelier, continua a coltivare attraverso nuove variazioni sul tema.
Il gioco delle immagini, tra fiocchi e illusioni
Immaginiamo di entrare in una stanza nella quale ogni oggetto sembra custodire una storia e ogni disegno invita a guardare la realtà con occhi diversi. Su una candela compare il volto di una donna avvolto in un grande fiocco, mentre poco più in là una composizione di pennini e strumenti da disegno sembra essersi fermata nell’istante precedente a un movimento, come se una mano invisibile avesse appena interrotto il proprio lavoro. Nulla è disposto per caso, eppure tutto conserva l’apparente spontaneità di un gioco, in cui l’ordine e il disordine diventano due modi differenti di raccontare la stessa storia.

È proprio questo il principio che anima Tema e Variazioni, la celebre serie nata dalla fascinazione di Piero Fornasetti per il volto di Lina Cavalieri, trasformato nel corso del tempo in un inesauribile esercizio di metamorfosi. Nella variante Gift, la sua espressione appare incorniciata da un fiocco monumentale, come se fosse lei stessa il contenuto di un dono ancora da aprire, e il motivo si trasferisce su candele e orologi, giocando con la sottile ambiguità tra ciò che un oggetto rappresenta e ciò che realmente è.

La stessa libertà attraversa i decori Pennini e Strumenti da Disegno, nei quali gli utensili del mestiere diventano protagonisti di composizioni destinate a svuotatasche, vasi e candele, mentre Oggetti Sparsi raccoglie sulla superficie di uno svuotatasche una costellazione di piccoli elementi, frammenti di un immaginario che sembra appartenere tanto alla memoria di un artista quanto a quella di chi osserva. In fondo, la particolarità di Fornasetti risiede anche in questa capacità di rendere familiare l’impossibile, trasformando la superficie di un oggetto in uno spazio nel quale le immagini possono incontrarsi, sovrapporsi e suggerire storie che non hanno bisogno di essere spiegate fino in fondo.
Quando la porcellana incontra il profumo
Se le immagini possiedono il potere di modificare ciò che vediamo, le fragranze riescono a fare qualcosa di altrettanto sorprendente con i luoghi che abitiamo, perché basta una nota olfattiva a evocare un ricordo, cambiare l’atmosfera di una stanza o riportare alla mente un momento lontano. È su questa doppia dimensione, visiva e sensoriale, che Fornasetti costruisce la propria collezione di candele profumate, arricchita per la stagione da due nuove interpretazioni: Pennini e Gift Tema e Variazioni.

La prima lascia che gli strumenti della scrittura e del disegno si inseguano sulla porcellana, trasformando il contenitore in una sorta di pagina illustrata, mentre la seconda riporta in scena Lina Cavalieri, questa volta racchiusa nel grande fiocco che accompagna la collezione delle feste. Le decorazioni, realizzate a mano, avvolgono la superficie delle candele e incontrano dettagli dorati che emergono soprattutto quando la luce si abbassa, restituendo alla porcellana una presenza quasi teatrale.
All’interno, entrambe custodiscono Immaginazione, la fragranza dell’Atelier che si apre con lavanda, timo, ginepro e geranio, prima di sviluppare un cuore di cedro, patchouli e vaniglia e un fondo più profondo, nel quale ambra, muschio di quercia, fava tonka, oud e sandalo costruiscono una scia legnosa e avvolgente. È facile immaginare queste note diffondersi lentamente in una stanza illuminata soltanto da qualche lampada, mentre all’esterno le giornate si accorciano e la porcellana riflette il movimento irregolare della fiamma. E quando la cera sarà terminata, il contenitore continuerà a esistere, magari accogliendo piccoli oggetti, ricordi o semplicemente lo sguardo di chi vi riconoscerà ogni volta un dettaglio diverso. Perché anche la fine di un rituale, nel linguaggio Fornasetti, può essere soltanto l’inizio di un’altra possibilità.
Un calendario per un anno ancora da immaginare
C’è qualcosa di affascinante nell’idea di rappresentare il tempo attraverso un oggetto che non ha alcuna intenzione di limitarsi a misurarlo. Il Piatto Calendario Fornasetti, che nel 2027 raggiunge la sua sessantesima edizione, appartiene a questa particolare categoria di creazioni, nelle quali la funzione originaria diventa il pretesto per costruire un racconto più ampio, destinato a rinnovarsi di anno in anno. La sua storia comincia negli anni Quaranta, quando Gio Ponti commissiona a Piero Fornasetti gli Annuari, piccoli libretti composti da dodici tavole illustrate e destinati a pochi amici e collezionisti come strenna natalizia. Nel 1968 quell’intuizione si trasferisce sulla porcellana e nasce il primo Piatto Calendario, inaugurando una tradizione che conserva ancora oggi il piacere dell’attesa, della scoperta e del collezionismo.

Per il 2027, l’Atelier sceglie di tornare alle origini stesse del gesto creativo, riunendo sulla superficie del piatto un calamaio e una mano che impugna il pennello, due immagini che appartengono profondamente alla storia di Fornasetti. Il calamaio rimanda al decoro Strumenti da Disegno, ideato negli anni Cinquanta e popolato da pennini, matite, righelli e squadre, mentre la mano compare già negli autoritratti realizzati da Piero nel 1945, fino a diventare il simbolo ufficiale dell’Atelier. La composizione, realizzata in porcellana e oro, decorata a mano e proposta in 850 esemplari, sembra fermare l’istante in cui un’idea sta per prendere forma, quando il pennello non ha ancora toccato la superficie e ogni segno è ancora possibile. Un’immagine particolarmente evocativa per accompagnare il passaggio da un anno all’altro, quando il futuro conserva per qualche momento il fascino di una pagina completamente bianca.
Il panettone e il piacere di scartare una sorpresa
Poi arriva il momento in cui la fantasia abbandona la porcellana e si accomoda a tavola, senza perdere nulla della propria capacità di sorprendere. Per il settimo anno consecutivo, Fornasetti rinnova la collaborazione con Davide Longoni, affidando alla sua maestria nella panificazione il compito di interpretare uno dei rituali più riconoscibili delle festività milanesi.

